Madonna di Caravaggio
Santa Maria del Fonte o Nostra Signora di Caravaggio, è il titolo attribuito alla Madonna in seguito all’apparizione che, secondo la tradizione cattolica, sarebbe avvenuta il 26 maggio 1432 nelle campagne circostanti Caravaggio, in Lombardia.
Sul luogo venne eretto il Santuario; Santa Maria del Fonte è oggetto di devozione in numerose altre località, tra le quali la città di Farroupilha, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dove si trova il più grande tempio mariano a lei dedicato.
Nel nostro piccolo , è anche la patrona della parrocchia di Facen, il cui santuario è a lei dedicato
Il vescovo Danio Bolognini, padre conciliare nell’anno 1962, con approvazione della Sede Apostolica dichiarò la Beata Vergine del Sacro Fonte in Caravaggio compatrona della comunità diocesana di Cremona.
Nella prima metà del XV secolo la zona di Caravaggio era stata interessata da una continua lotta fra gli stati di Milano e Venezia, che si contendevano il possesso dell’area nota come Gera d’Adda; era un periodo di estreme divisioni politiche e sociali per l’intera regione.
Fu in questa cornice che, alle ore 17 di lunedì 26 maggio 1432, sarebbe avvenuta l’apparizione a Caravaggio della Madre di Dio, di fronte a una giovane contadina del luogo, Giannetta de’ Vacchi.
In un momento di grande sofferenza si era recata nelle campagne a sud-ovest del borgo di Caravaggio, nel campo di Mazzolengo, a 2 km dal centro cittadino. Riferì di aver visto, fra le lacrime, una giovane donna simile a una regina, che si era presentata come Maria, Madre di Dio, invitandola a non avere paura e affidandole il seguente messaggio:
«Mi è stato concesso di salvare i Cristiani dalle imminenti e meritate punizioni della Giustizia Divina, e di venire ad annunciare la Pace.»
Secondo quanto riferito, la Madonna chiese che gli uomini facessero ammenda per i propri peccati, digiunassero il venerdì successivo, si recassero a pregare il sabato pomeriggio – come segno di riconoscenza per la salvezza ottenuta – e che una cappella fosse eretta sul luogo. La tradizione attribuisce alla sorgente, tuttora attiva sotto il santuario, un’origine prodigiosa.
Giannetta de’ Vacchi, come richiestole, portò il messaggio ricevuto ai concittadini e alle autorità, implorando queste ultime di provvedere agli accordi di pace necessari per porre fine alle ostilità; la Varoli incontrò Marco Secco, Signore di Caravaggio, Filippo Maria Visconti, duca di Milano, e fu infine condotta dall’imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo, presso il quale invocò un ricongiungimento della Chiesa greca con quella di Roma.
Nel corso delle visite la donna portò con sé anfore colme dell’acqua della sorgente, che si sarebbero rivelate curative. La sorgente divenne rapidamente meta di pellegrinaggi, che continuano anche in età moderna, da parte di malati in cerca di sollievo nelle sue acque.
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